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Raccomandazioni delle Autorità Europee di Vigilanza sul regolamento relativo all'informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR)

Raccomandazioni delle Autorità Europee di Vigilanza sul regolamento relativo all'informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR)

Le Autorità Europee di Vigilanza (AEV) hanno formulato diverse raccomandazioni alla Commissione europea per migliorare il regolamento sull'informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR).

Nel settembre 2023, la Commissione Europea ha avviato una consultazione sulla SFDR per migliorare il quadro della finanza sostenibile in Europa. Attualmente, la Commissione sta valutando le risposte degli stakeholder per apportare i miglioramenti sulla base dell’esperienza pratica.

Le Autorità Europee di Vigilanza (AEV) hanno rilevato la necessità di migliorare la situazione, sottolineando che le comunicazioni previste dalla normativa possono risultare complesse e difficili da comprendere, specialmente per gli investitori al dettaglio. Inoltre, nonostante l'obiettivo del SFDR fosse aumentare la trasparenza sulla sostenibilità, le divulgazioni attuate hanno comportato rischi di greenwashing e pratiche di vendita ingannevole.

Sistema di classificazione

Per affrontare queste problematiche, le AEV hanno proposto di introdurre un sistema di classificazione dei prodotti basato su categorie regolamentari e/o indicatori di sostenibilità. Questo approccio aiuterebbe i consumatori a orientarsi meglio nella vasta gamma di prodotti sostenibili, facilitando la transizione verso la finanza sostenibile. Le categorie dovrebbero essere semplici, con criteri o soglie oggettive per identificare chiaramente la classificazione di ciascun prodotto.

Le Autorità di Vigilanza suggeriscono almeno due categorie di prodotti: "sostenibile" e "di transizione". I primi sono quelli che investono in attività economiche o beni già sostenibili dal punto di vista ambientale e/o sociale, mentre i secondi investono in attività economiche o asset che non lo sono ancora, ma che migliorano nel tempo per diventare sostenibili. Si veda tabella seguente.

CategoriaDescrizione
Prodotti sostenibili

Prodotti che investono in attività economiche/beni già sostenibili dal punto di vista ambientale e/o sociale. La Commissione potrebbe:

  • Unirli in un'unica categoria o dividerli in due (ambientale o sociale).
  • Assicurarsi che i prodotti rispettino una soglia minima di "sostenibilità".

Per i prodotti sostenibili dal punto di vista ambientale:

  • Soglia basata sugli investimenti in attività economiche allineate alla tassonomia.
  • Gli investimenti non allineati alla tassonomia devono rispettare il principio DNSH e la buona governance.
Prodotti di transizione

Prodotti che investono in attività economiche/beni non ancora sostenibili, ma che migliorano nel tempo per diventare sostenibili. Le strategie di investimento potrebbero includere:

  • Mix di KPI della tassonomia UE per miglioramento progressivo.
  • Piani di transizione divulgati dagli asset sottostanti e la loro analisi.
  • Traiettorie di decarbonizzazione del prodotto e mitigazione degli impatti negativi a livello di prodotto.

Inoltre, includere esclusioni appropriate e criteri per un piano di transizione credibile.

Secondo le AEV, inoltre, la Commissione potrebbe riflettere sull’opportunità di creare una sotto-categoria all’interno della categoria di transizione per “impatto dell’investitore”, progettata per prodotti che investono in attività economiche/beni che mirano a offrire soluzioni ai problemi di sostenibilità (cioè, un impatto positivo misurabile su un obiettivo ambientale o sociale) insieme a un ritorno finanziario. In alternativa, si potrebbe individuare un indicatore trasversale per tutte le categorie basato su un punteggio di “potenziale di impatto”. È importante secondo le AEV che qualsiasi sotto-categoria di “impatto” sia sufficientemente chiara da essere compresa dagli investitori al dettaglio.

Le AEV raccomandano che i prodotti che non presentano alcuna caratteristica di sostenibilità debbano includere una clausola di esclusione della responsabilità e non dovrebbero essere autorizzati a utilizzare termini ESG o legati alla sostenibilità nella denominazione e nella commercializzazione. Questa dichiarazione potrebbe essere integrata da alcune informazioni minime sull’impatto negativo del prodotto sulla sostenibilità.

Su questo punto Eurosif, principale associazione paneuropea che promuove la finanza sostenibile, non è d’accordo.

Indicatore unico di sostenibilità

Eurosif invita alla cautela nell’uso di un “indicatore di sostenibilità” come proposto dalle AEV. Se implementato, questo strumento dovrebbe essere utilizzato per integrare la classificazione dei prodotti e per confrontare solo i prodotti che abbiano obiettivi di sostenibilità simili (ovvero all’interno della stessa categoria SFDR).

Indicatore unico di sostenibilità: pro e contro
ProContro
Un indicatore di sostenibilità con lettere e/o colori sarebbe più facile da capire per gli investitori al dettaglio e contribuirebbe a ridurre l'asimmetria informativa.Lo sviluppo di un indicatore unico richiederebbe l'aggregazione di diversi argomenti e criteri correlati, rendendo difficile per la Commissione sviluppare criteri precisi e oggettivi e difficile per gli investitori comprendere la differenza tra i prodotti.
La chiarezza per i consumatori potrebbe giustificare imperfezioni tecniche dell'indicatore.La necessità di fornire alcune informazioni per tutti i prodotti aumenterà i costi di conformità.
Il SFDR ha già molti concetti su cui potrebbe basarsi una scala di valutazione, come investimenti sostenibili, allineamento alla tassonomia e/o considerazione dei PAI.Un sistema di valutazione potrebbe aumentare il rischio che gli investimenti in transizione siano percepiti come meno desiderabili rispetto agli "investimenti sostenibili", a meno che non sia affrontato specificamente.
Aiuterebbe il rapporto consulente-cliente, poiché il consulente non dovrebbe spiegare ai propri clienti i  concetti sottostanti come sostenibilità o transizione.Senza categorie chiare, un indicatore unico non sarebbe in grado di mostrare agli investitori al dettaglio qual è l'obiettivo specifico degli investimenti sostenibili.


Trasparenza degli impatti negativi sulla sostenibilità (PAI)

Gli attuali requisiti normativi della SFDR hanno suscitato diverse domande ai partecipanti ai mercati finanziari e alle autorità competenti sui cosiddetti PAI. 

Secondo le AEV le norme dovrebbero distinguere chiaramente le "considerazioni" dalle "informazioni", rendendo obbligatorie le “informazioni” su tutti i PAI per la categoria di transizione e alcune informative minime su quelli "chiave", ossia selezionati come prioritari.

Per l'informativa a livello di entità, le AEV riconoscono che vi è una sovrapposizione con le informazioni divulgate ai sensi della Direttiva (UE) 2022/2464 (la Direttiva sul reporting di sostenibilità aziendale o CSRD) e pertanto i requisiti SFDR potrebbero considerarsi soddisfatti da coloro che pubblicano un rendiconto di sostenibilità.

Investimento sostenibile 

L’AEV propongono anche di migliorare l'attuale definizione di "investimento sostenibile" prevista dall'SFDR, introducendo criteri più prescrittivi per garantire una maggiore precisione e coerenza. È necessario anche chiarire la relazione tra gli "investimenti sostenibili" definiti dall'SFDR e le attività economiche allineate alla Tassonomia dell'UE che costituisce il punto di riferimento scientifico per misurare la sostenibilità ambientale.

Inoltre, la Commissione dovrebbe considerare la possibilità di includere altri prodotti nell'ambito dell'SFDR per garantire un'armonizzazione delle informative. Infine, la Commissione potrebbe valutare l'introduzione di un quadro regolamentare per valutare le caratteristiche di sostenibilità dei titoli di stato, tenendo conto delle specificità di questa classe di attivi.

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